Comunicato stampa Roma, 17 giugno 2010
PESCA, UNITA’ DI CRISI, LUNEDI’ NUOVA RIUNIONE
Si è svolta la seconda riunione dell’Unità di crisi per esaminare e discutere, innanzitutto, l’attuazione del fermo di pesca. Diverse sono state le proposte di integrazione e aggiustamento del testo ministeriale, a fronte di posizioni che, come di consueto, risultato differenziate e non confluenti. Lega Pesca ha sostenuto la necessità di compiere il massimo sforzo per arrivare ad una sintesi che consenta di attuare la misura, che l’associazione ritiene indispensabile per contribuire a rispondere alla crisi in atto. L’incremento della biomassa potrà contrastare non solo il sovrasfruttamento delle risorse, ma anche mitigare la riduzione della produttività attesa per l’entrata in vigore della normativa europea sulla pesca mediterranea sulla dimensione delle maglie e distanza dalla costa.
L’Associazione ha richiesto un periodo di fermo obbligatorio di almeno 45 giorni, esteso anche al sistema della circuizione, con compensazioni finanziarie alle imprese, in base alle tabelle FEP, e con il ricorso alla cassa integrazione in deroga per gli imbarcati.
Per la copertura della misura è immaginabile il ricorso a diversi strumenti: oltre alle risorse del FEP, insufficienti per le Regioni fuori Obiettivo, che possono disporre solo di 4 milioni di euro, è possibile ed opportuno prevedere il ricorso ai fondi residui del credito peschereccio, pari ad ulteriori 4 milioni, a fondi autonomi delle Regioni, nello spirito di quanto previsto dal decreto legislativo 154/04 in merito alla programmazione regionale, oltre che all’utilizzo di quota parte delle risorse statali decentrate del Fondo unico.
Lega Pesca ha richiamato tutte le istituzioni, Ministero e Regioni, ad una diretta assunzione di responsabilità, ciascuno secondo le proprie competenze: la crisi economica in atto, con la relativa manovra correttiva, non lascia spazio alle misure straordinarie che la situazione impone, ma ciò non può costituire in alibi per non agire.
Data l’esigenza di procedere ad una compiuta definizione degli aspetti attuativi, è stata convocata per lunedì prossimo una nuova riunione, che, secondo aspettative ed impegni da tutti condivisi, si auspica possa essere quella risolutiva, data l’urgenza dettata dai tempi.
Per quanto riguarda le priorità della strategia di intervento da mettere in campo per rispondere alla crisi del settore, Lega Pesca è tornata a sottolineare la necessità di lavorare per la revisione anticipata del regolamento sulla pesca mediterranea; per l’estensione al settore dell’IVA agricola agevolata; per la dichiarazione dello stato di crisi di settore da parte della Conferenza Stato-Regioni, sia per sensibilizzare Bruxelles che per attivare le misure straordinarie di carattere socioeconomico; per rinnovare ed estendere anche alle altre compagnie petrolifere i termini dell’accordo siglato con ENI-AGIP nel 2008 per una campagna di acquisti di carburante a prezzi scontati, per contenere la pressione dei rialzi dei costi di produzione sui bilanci delle imprese e mitigare il mancato reddito.
Per dare risposte concrete al settore Lega Pesca ha insistito nella richiesta di istituire e convocare un gruppo di lavoro finalizzato allo studio di misure straordinarie da inserire nella prossima Legge Finanziaria, che pongano al centro dell’attenzione le esigenze di rafforzamento delle imprese e di un loro riposizionamento nella filiera.